Storia

La zona, un tempo conosciuta con il nome di “Corte Garlinda”, era abitata già in epoca romana. Il paese di Garlate sorse su un dosso roccioso prospettante il lago omonimo. Fu fondato come presidio militare e civile e fu poi capopieve di una ventina di insediamenti da Calolzio a Civate. La più antica testimonianza scritta è dell’anno 985. Storicamente fu sempre un paese agricolo, poco dedito alla pesca, mentre fu in epoca austriaca che si cominciarono a costruire le filande lungo il torrente Molina. Le vicissitudini storiche del borgo sono strettamente legate a quelle del capoluogo di provincia. Dopo essere stata dominio dei longobardi, nel XIV secolo diventò proprietà dei Visconti, entrando nell’orbita di influenza milanese. Appartenne ad una delle dodici pievi del contado della Martesana e diventò presto capopieve con giurisdizione ecclesiastica su 42 parrocchie, includendo anche quelle della Valle San Martino. Successivamente, intorno al XVI secolo, fu però aggregata, ad opera di S. Carlo Borromeo, alla pieve di Olginate, perdendo la sua primitiva importanza.