In tanti a Garlate ricordano il vecchio portone tarlato che si pensa fosse del 1800.
L’arco del portone ha, ai lati, due affreschi rappresentanti l’Annunciazione, in riquadri di cotto:
a sinistra l’Angelo, a destra la Vergine in ginocchio probabilmente del secolo XVII, indicava un augurio a chi s’avvicinava alla casa, come se dovesse portare (o ricevere) “una buona novella”.
È bello notare come la costruzione, nel suo complesso sia volta a Levante. Storicamente
“risulta che mai ci fosse (qui) un convento; le dicerie di tal genere sono diffuse e spesso legate alle raffigurazioni pietose o religiose che non vengono più comprese in tempi recenti”. Le varie modifiche subite attraverso i secoli per trasformare la casa contadina in abitazione di tipo odierno ne hanno alterato soprattutto l’interno; se ne conservano alcune strutture, come il ballatoio ligneo in castagno originale, e una certa atmosfera. Da notare poi lungo il perimetro della costruzione le pietre di cava sporgenti e, nell’interno, un pozzo da parete, ora inutilizzato. All’interno della corte, dalla parte aperta, si gode, quasi come in un quadro, la suggestiva visione del Monte Barro.



